Secondo i dati ISTAT alla fine del 2016 sono stati nuovamente i giovani a trovarsi maggiormente in difficoltà in ambito lavorativo. Infatti in Italia si registra un tasso di disoccupazione dei giovani pari al 39,4%.
Risulta essere la fascia di età che paga a maggior prezzo la situazione di stallo in ambito lavorativo: si registrano sempre più ragazzi tra 15 e i 24 anni disoccupati, nonostante le varie iniziative nazionali a favore dell’assunzione dei giovani come il programma Garanzia Giovani o il programma di Alternanza Scuola-Lavoro. Al Centro-Sud la situazione è notevolmente peggiore: la disoccupazione al Sud raggiunge picchi oltre il 60%. Ciò in ragione molto spesso delle condizioni di svantaggio in cui i giovani crescono, situazioni che non incentivano l’avvio di una esperienza formativa e in determinati casi costringono a bloccarne un percorso.
L’obiettivo è quello di contribuire,attraverso la mobilità transnazionale, all’abbattimento del tasso di disoccupazione giovanile e all’incentivazione alla continuazione o implementazione della propria esperienza formativa, fornendo un sostegno nel passaggio dal mondo della formazione a quello del lavoro, soprattutto a quei soggetti che vivono una realtà di svantaggio, rafforzando la cooperazione tra il mondo della formazione e quello delle imprese, promuovendo l’acquisizione di conoscenze, competenze e qualifiche per facilitare lo sviluppo personale, ed incoraggiare,infine, l’apprendimento di lingue straniere moderne e nuova imprenditorialità. Introdurre poi nei partecipanti un cambiamento che riguardi non esclusivamente le competenze e conoscenze che risulteranno acquisite al termine dell’esperienza, ma anche un “modo di pensare” proprio del contesto di appartenenza di questi.
Il progetto è indirizzato a soggetti neodiplomati e soggetti inseriti nella formazione professionale del Sud-Italia, al fine di incentivarli alla continuazione della propria esperienza formativa rendendo loro più accessibile il mondo del lavoro. Tra questi priorità verrà data a coloro che vivono una realtà di svantaggio che può essere identificato come svantaggio economico (impossibilità di sostenere i costi legati ad una formazione intensiva e settoriale), svantaggio sociale (marginalizzazione e mancanza di inclusione sociale dovuta alla disabilità, a problemi familiari etc.,persone che per le loro difficoltà sono seguite dai servizi competenti del territorio,i quali, valutano l’ opportunità di avviare un progetto di formazione etc.).
Attenzione particolare la F.Aporti dedicherà alla specifica categoria di svantaggio costituita dai disabili. La coop. opererà, con l’ausilio di personale competente nel settore, al fine di assicurare a questi la realizzazione a pieno dell’esperienza formativa.
Misure specifiche sono state considerate in merito alle modalità di selezione dell’utenza e alla durata dei tirocini. Quanto al primo punto la F.Aporti ha redatto due documenti valutativi (meglio specificati alla lettera F.) necessari per la valutazione e quindi selezione delle due categorie di candidati; In merito alla durata dei tirocini invece, la scelta di 45 gg è frutto delle esperienze di mobilità precedentemente realizzate dalla cooperativa. Le precedenti esperienze hanno infatti evidenziato come 30 gg non siano sufficienti a soddisfare le molteplici aspettative che da tali mobilità sorgono. Perfezionare e applicare sul campo una nuova lingua, conoscere usi e costumi di un paese diverso dal loro e comprendere come questi influiscano in ambito lavorativo, conoscere metodologie e prassi lavorative diverse da quelle del paese di provenienza. I questionari di fine mobilità compilati dai partecipanti hanno nel quasi 80% dei casi messo in evidenza come volontà di questi sarebbe stata proseguire l’esperienza per almeno altre due settimane. Per questo motivo, considerando le esperienze precedenti quali punti di riferimento per migliorarsi, la coop. ha ampliato la durata delle mobilità.
L’obiettivo specifico di questa proposta progettuale è supportare i soggetti di cui sopra nella loro transizione da una realtà formativa verso il mondo del lavoro, facilitare tale transizione, creare nei giovani nuove competenze, potenziare la loro capacità di comunicare in ambito lavorativo con soggetti di cultura e lingua diverse. I partecipanti, di ritorno da questa esperienza, saranno maggiormente “appetibili” nel mondo del lavoro e, di riflesso, potranno apportare al territorio di appartenenza benefici tanto dal punto di vista occupazionale quanto in merito a conoscenze acquisite e consapevolezza da spendere in nuova imprenditorialità.